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Il Parco della Murgia Materana: cosa vedere e come visitarlo

Il Parco della Murgia Materana: cosa vedere e come visitarlo

Di fronte ai Sassi, oltre la Gravina, si apre un altro mondo: il Parco della Murgia Materana, un altopiano roccioso punteggiato di grotte, chiese rupestri e antichi insediamenti. È la Matera selvaggia, fatta di natura, silenzio e grandi spazi.

È anche il punto da cui ammirare i Sassi nella loro interezza. Ecco cosa vedere e come organizzare la visita per coglierne il fascino in sicurezza, qualunque sia la stagione.

Se i Sassi sono il volto noto di Matera, la Murgia ne è l'anima nascosta: un mondo di pietra, cielo e silenzio che merita almeno mezza giornata, lontano dai circuiti più affollati.

Dove si trova e cos'è

Il parco protegge il territorio lungo la Gravina di Matera e custodisce un patrimonio unico di chiese rupestri, villaggi neolitici e jazzi, gli storici recinti in pietra per le greggi. Qui natura e archeologia sono inseparabili e raccontano millenni di presenza umana.

La macchia mediterranea profuma di timo, origano e asfodeli, mentre nel cielo non è raro avvistare rapaci che planano sul canyon. È un ambiente fragile e affascinante, da attraversare con rispetto.

Il parco si estende per migliaia di ettari e tutela un paesaggio fragile: muoversi sui sentieri segnati e non raccogliere piante o reperti è il modo giusto per rispettare un luogo così speciale.

Il belvedere di Murgia Timone

Il punto più celebre è il belvedere di Murgia Timone: da qui i Sassi si vedono per intero, di fronte, sull'altra sponda della Gravina. È la classica vista da cartolina di Matera, spettacolare all'alba e ancora di più al tramonto, quando la città si tinge d'oro.

Non a caso, proprio da questo affaccio sono state riprese molte scene dei film girati a Matera.

All'alba e al tramonto la luce radente esalta i colori della roccia e allunga le ombre delle grotte: sono i momenti migliori per fotografare i Sassi dall'altra sponda.

Chiese rupestri e villaggi neolitici

Lungo i sentieri si incontrano chiese rupestri affrescate come la Madonna delle Tre Porte e, poco fuori, la celebre Cripta del Peccato Originale (visitabile su prenotazione). Si attraversano anche i resti di villaggi trincerati del Neolitico, tra i più antichi insediamenti stabili d'Europa.

Ogni grotta, ogni recinto e ogni cisterna racconta un pezzo della lunghissima storia di questo altopiano, abitato e coltivato per migliaia di anni.

Tra le testimonianze più affascinanti ci sono le tombe scavate nella roccia e i grandi recinti dei jazzi, che raccontano la millenaria vocazione pastorale di questo territorio.

Come visitarlo: consigli pratici

Porta scarpe da trekking, acqua a sufficienza e, d'estate, un cappello: i sentieri sono esposti al sole e il terreno è irregolare e a tratti scivoloso. Evita le ore più calde e non avventurarti da solo dove i percorsi non sono segnalati, perché è facile disorientarsi.

Il modo migliore e più sicuro per scoprire il parco è l'escursione guidata nella Murgia; se invece preferisci la magia delle luci, c'è sempre il tour serale tra i Sassi illuminati.

In ogni stagione il parco cambia volto: verdissimo e fiorito in primavera, dorato e profumato d'estate, silenzioso e nitido d'inverno. Verifica sempre meteo e percorribilità dei sentieri prima di partire.

La Gravina e come raggiungere il parco

A separare i Sassi dalla Murgia è la Gravina, il canyon scavato nei millenni dal torrente omonimo. Le sue pareti sono costellate di grotte e chiese rupestri, e sul fondo scorre l'acqua che ha reso possibile la vita qui.

Si raggiunge il versante della Murgia in pochi minuti d'auto dal centro, oppure a piedi scendendo nella Gravina e risalendo dall'altro lato: un percorso più faticoso ma suggestivo, da affrontare con scarpe adatte e, meglio ancora, con una guida.